• Chiara di Elaisian

La tignola: attacchi all'oliveto


Tignola nell'oliveto
Figura 1. Oliveto e tignola

Sono numerosi gli insetti che attaccano l’oliveto, tra questi quelli primari come la mosca (Bactrocera oleae), la tignola (Prays oleae) e la cocciniglia nera (Saissetia oleae) ed alcuni secondari come rodilegno giallo (Zeuzera pyrina), cocciniglie e scolitidi. Altri come tignola verde o margaronia dell’olivo (Palpita unionalis) ed oziorrinco, Otiorrhynchus cribricollis, attaccano principalmente i giovani olivi.


I danni maggiori, come si sa, sono causati nelle nostre aree principalmente dalla mosca, come descritto in uno dei precedenti articoli. Ma c’è un altro patogeno che, particolarmente in alcune annate, può causare ulteriori danni all’olivo e in particolare alle drupe, la tignola.


Meccanismo d’azione della Tignola


La tignola, nome scientifico Prays oleae, come si evince dal nome, è un patogeno specifico dell’olivo.

È un lepidottero con abitudini crepuscolari, ossia che si muove prevalentemente nel tardo pomeriggio-sera, quando le temperature si abbassano.

Raggiunge i 4-6 millimetri circa. Il colore è grigio-argentato con macchie nere.

La particolarità di questo insetto è che compie generalmente tre generazioni l’anno che attaccano ognuna un organo differente della pianta. Queste si differenziano in generazione:

  • antofaga, che si nutre di fiori;

  • carpofaga, che si nutre di frutti;

  • fillofaga, che si nutre di foglie.

Infatti sverna come crisalide sulle foglie e, in primavera (aprile-maggio) avviene lo sfarfallamento degli adulti. Le femmine, con il verificarsi di temperature superiori ai 12°C, depongono fino a 200-300 uova che vengono deposte all’interno dei calici fiorali dalle quali si formeranno le prime larve dopo 10-15 giorni. Queste andranno a formare la prima generazione, antofaga, che si nutrirà dei fiori.


La larva della generazione antofaga può distruggere fino a 10-20 fiori, quelli attaccati sono riconoscibili per la presenza di fili sericei che li avvolgono.

Larva della generazione antofaga
Figura 2. Generazione antofaga, fili sericei

La larva di prima generazione impiegherà circa un mese per svilupparsi e passare alla fase adulta con lo sfarfallamento. Questo avverrà ai primi di giugno, dopo 10-15 giorni dalla deposizione, e darà origine alla seconda generazione, carpofaga. Le femmine depongono le uova sul calice delle olive e le larve inizieranno a penetrare nel frutto dopo circa una settimana.

Tignola fillofaga
Figura 3. Generazione carpofaga, foro sul peduncolo

In questa fase l’oliva presenta il nocciolo ancora erbaceo e tenero; la larva di tignola una volta penetrata nella polpa, attacca il nocciolo interrompendo lo sviluppo della drupa. Per questo motivo la seconda generazione è la più pericolosa infatti le larve possono portare a cascola delle olive durante la penetrazione e durante la fuoriuscita a fine sviluppo.


Infatti le larve fuoriescono dal punto di attacco del peduncolo e depongono si incrisalidano a terra, nel caso di olive cadute, e tra le foglie.


A settembre sfarfallano gli adulti della terza generazione, quella fillofaga. Le larve della generazione fillofaga scavano mine (gallerie) di diverso tipo nelle foglie e passeranno l’inverno in questa forma.


Larva tignola
Figura 4. Generazione fillofaga, galleria con larva

Le temperature critiche per la tignola sono quelle inferiori ai 12°C e superiori ai 30°C, queste ultime collegate a bassi tenori d’umidità dell’aria, e possono determinare la mortalità delle uova e delle larve neonate.


Danni e difesa dalla tignola


Le varietà a drupa piccola manifestano una buona resistenza alla generazione carpofaga, le varietà da tavola sono meno tolleranti.


La Tignola dell’olivo, come detto, provoca danni a carico delle foglie, dei fiori e dei frutti. I danni più consistenti vengono causati dalla generazione carpofaga a carico delle drupe. Le olive vanno incontro a una doppia cascola: la prima quando hanno le dimensioni di un grano di pepe e la seconda in autunno, quando le larve fuoriescono dal frutto.


Danni tignola su oliva
Figura 5. Gallerie scavate dalle larve


Come per la mosca può essere effettuato il monitoraggio tramite trappole a feromoni.

Le trappole possono essere utilizzate anche per:

  • Cattura massale

  • Confusione sessuale

  • Disorientamento

  • Attract and Kill

Esistono vari predatori naturali come gli Imenotteri (Clelonus elaphilus e Ageniaspis fuscicollis var. praysincola, Apantheles xantostigma, Elasmus stefani) utili alla difesa mediante lotta biologica o integrata.


La generazione antofaga può essere controllata con il B. thurigensis.

I trattamenti curativi vengono eseguiti esclusivamente sulla generazione carpofaga, la più pericolosa, al superamento della soglia di intervento.


Inoltre Elaisian, grazie alle sue stazioni meteo in campo, è in grado di calcolare con precisione l’attacco della tignola inviando delle notifiche nella WebApp personale, che avvisano il cliente sullo stadio di sviluppo di pianta e patogeno, inviando delle notifiche chiamate alert in situazioni di forte infestazione e consigliando il periodo migliore di intervento.


Infine, con questo sistema di supporto alle decisioni è possibile anticipare gli attacchi fino a 10 giorni riducendo drasticamente il numero di interventi, valutando esclusivamente quelli necessari e riducendo anche i costi relativi a prodotti e manodopera.


Scopri il video su questo tema del Dott. Fiorentino e tutti i video su questo tema nel nostro canale Youtube.



Per avere maggiori informazioni potete contattare direttamente Elaisian alla mail: info@elaisian.com.



Bibliografia:

https://www.colturaecultura.it/capitolo/parassiti-animali-3#:~:text=Delle%20circa%2050%20specie%20di,costante%20minaccia%20alle%20produzioni%20olivicole.

https://www.agraria.org/entomologia-agraria/tignola-dell-olivo.htm

http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20071116120143.pdf

www.teatronaturale.it




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