• Chiara di Elaisian

La Margaronia

Sono numerosi gli insetti che attaccano gli oliveti, tra questi quelli primari come la mosca (Bactrocera oleae), la tignola (Prays oleae) e la cocciniglia nera (Saissetia oleae) ed alcuni secondari come rodilegno giallo (Zeuzera pyrina), cocciniglie e scolitidi. Altri come tignola verde o margaronia dell’olivo (Palpita unionalis) ed oziorrinco, Otiorrhynchus cribricollis, attaccano principalmente i giovani olivi.

In questo articolo parleremo della margaronia o piralide dell’olivo, nome scientifico Palpita unionalis. È una parassita che si muove prevalentemente nelle ore notturne ed è di facile riconoscimento grazie all’aspetto degli adulti, bianche con colorazioni madreperlacee delle ali.

I danni sono causati principalmente dalle larve.

Sono molto pericolose negli oliveti dove si sta operando un rinnovo delle piante tramite selezione dei polloni.

La margaronia adulta
Figura 1. Adulto di Palpita unionalis


Meccanismo d’azione della Margaronia


L’adulto è una farfalla con ali bianche e riflessi madreperlacei, con il bordo anteriore giallastro, l’apertura alare è di circa 25-30 mm; il maschio si riconosce per la presenza di un ciuffo di squame allungate sulla parte finale dell’addome.


Le larve sono inizialmente gialle e, procedendo con l’età, diventano verdi e poi tendono al viola, il capo è sempre giallo.

Larva e fili sericei
Figura 2. Larva e fili sericei

L’insetto sverna sottoforma in tutti gli stadi giovanili dopo le larve di prima età e come crisalide. Compie dalle 4 alle 6 generazioni all’anno.


La crisalide è verde e vira al marrone con l’accrescimento.


Gli adulti compaiono in primavera e le femmine depongono 3-5 uova sulla nervatura mediana della pagina inferiore della foglia. Dalle uova si formano le larve che vanno incontro a quattro mute, aumentando di dimensione e variando di colore. Le prime larve si nutrono delle giovani foglie dove creano un nido con fili sericei. Le larve di età più avanzata riescono a cibarsi anche di foglie più sviluppate e drupe.


A maturità creano un bozzolo di fili sericei per l’incrisalidamento.


Danni e difesa dalla Margaronia


I danni principali si verificano sulla giovane vegetazione e sulle drupe in maturazione.


La biodiversità in campo è essenziale per una controllo naturale essendo preda soprattutto di imenotteri calcidoidei e ditteri parassitoidi. Dal punto di vista agronomico è utile anche eseguire potature e concimazioni equilibrate per ridurre la formazione di molti giovani germogli e, ancora, un controllo dei polloni che sono l’alimento preferito dalla piralide.


Germogli danneggiati dalla Margaronia
Figura 3. Danni ai germogli (www.bonfiglidomenico.it)

Tra i rimedi biologici viene utilizzato il Bacillus thuringiensis var. kurstarki, il trattamento va eseguito preferibilmente in estate, quando avviene la sovrapposizione tra generazioni di larve, deve essere eseguito di notte, deve bagnare uniformemente la superficie fogliare poiché l’insetto deve ingerirla perché il trattamento abbia effetto.


Spesso i danni non giustificano trattamenti e inoltre i trattamenti contro mosca e tignola coprono anche quelli per la margaronia.


I danni maggiori sono strettamente collegati all’età delle piante e alla tipologia di impianto. Giovani impianti sono molto più sensibili come già detto e le forme di allevamento monocauli, a vaso cespugliato e cespugli risultano più sensibili agli attacchi di margaronia.




Bibliografia:

https://www.agraria.org/

https://www.coltivazionebiologica.it/

https://www.regione.toscana.it/

www.bonfiglidomenico.it


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