La botrite, una muffa nobile

Origine della Botrite


La botrite, Botrytis cinerea, è l’agente patogeno che causa la maggior parte delle perdite di prodotto nella viticoltura mondiale.

Il nome di deriva dal greco βότρυς (grappolo) e dal latino cinerea (di cenere), in fatti tale malattia è chiamata anche marciume grigio o muffa grigia per il colore, cenere per l’appunto, che gli acini acquisiscono in seguito all’attacco e alla presenza delle spore sulla superficie.

La botrite può incidere sulla qualità del prodotto sia negativamente che positivamente; nel primo caso si tratta dell’accrescimento incontrollato del fungo, che invade la pianta e ne riduce la produttività e la qualità e rappresenta la vera e propria malattia.

Nel secondo caso questa muffa viene utilizzata a fini produttivi, per tale motivo viene identificata anche come muffa nobile. L’azione in condizioni climatiche controllate permette di aumentare i composti aromatici del vino permettendo la produzione di vini come il muffato e il passito.


Meccanismo d’azione della Botrite


Il fungo passa l’inverno come micelio (apparato vegetativo) sui tralci, all’interno della corteccia, o come sclerozi (strutture di conservazione) sui tralci e tessuti vegetali morti o, ancora, come saprofita (che si nutre di materia organica morta) sui residui vegetali.


Come detto più volte negli articoli precedenti i funghi presentano una tipologia di accrescimento suddiviso in fasi che si ripetono tra loro:

  • infezione primaria > incubazione > sintomi

  • infezione secondaria > incubazione > sintomi.