• Chiara di Elaisian

La botrite, una muffa nobile

Origine della Botrite


La botrite, Botrytis cinerea, è l’agente patogeno che causa la maggior parte delle perdite di prodotto nella viticoltura mondiale.

Il nome di deriva dal greco βότρυς (grappolo) e dal latino cinerea (di cenere), in fatti tale malattia è chiamata anche marciume grigio o muffa grigia per il colore, cenere per l’appunto, che gli acini acquisiscono in seguito all’attacco e alla presenza delle spore sulla superficie.

La botrite può incidere sulla qualità del prodotto sia negativamente che positivamente; nel primo caso si tratta dell’accrescimento incontrollato del fungo, che invade la pianta e ne riduce la produttività e la qualità e rappresenta la vera e propria malattia.

Nel secondo caso questa muffa viene utilizzata a fini produttivi, per tale motivo viene identificata anche come muffa nobile. L’azione in condizioni climatiche controllate permette di aumentare i composti aromatici del vino permettendo la produzione di vini come il muffato e il passito.


Meccanismo d’azione della Botrite


Il fungo passa l’inverno come micelio (apparato vegetativo) sui tralci, all’interno della corteccia, o come sclerozi (strutture di conservazione) sui tralci e tessuti vegetali morti o, ancora, come saprofita (che si nutre di materia organica morta) sui residui vegetali.


Come detto più volte negli articoli precedenti i funghi presentano una tipologia di accrescimento suddiviso in fasi che si ripetono tra loro:

  • infezione primaria > incubazione > sintomi

  • infezione secondaria > incubazione > sintomi.

In primavera con l’innalzamento delle temperature sia gli sclerozi che il micelio provocano l’infezione primaria con la forma conidica producendo una sottile muffa grigia. Da qui, tramite vento e pioggia, i conidi vengono dispersi e cominciano a colonizzare gli organi e le piante vicine.


Le condizioni ottimali per l’infezione sono rappresentate da condizioni con umidità relativa superiore al 90% e la cosiddetta regola dei due 15: 15 ore a temperatura media di almeno 15°C. Con temperature ed umidità diverse saranno maggiori i tempi di infezione e incubazione.


Il fungo penetra all’interno dei tessuti tramite ferite lasciate da altri patogeni e per la presenza di numerosi enzimi prodotti dalla botrite stessa.

Le infezioni secondarie si sviluppano principalmente sugli acini e possono restare latenti fino all’invaiatura poiché sugli acini sono presenti sostanze inibitrici del fungo.


Infezione da botrite
Figura 1. Evidenza dell'infezione e del fungo in sviluppo

Con l’aumento della maturazione e/o dell’azione del fungo si riducono i tempi di infezione e aumentano i danni sia a livello quantitativo che qualitativo.

Le fasi più sensibili agli attacchi di botrite sono: prefioritura, fine fioritura, invaiatura – maturazione. I conidi di botrite possono essere dispersi anche da insetti come il moscerino dell’aceto (Drosophila melanogaster), la tignoletta (Lobesia botrana), i tripidi e anche la mosca della frutta (Ceratitis capitata).

Cicli riproduttivi della botrite
Figura 2. Cicli riproduttivi della botrite

Danni e difesa dalla Botrite


Questa muffa risulta molto pericolosa anche per la tipologia di organi attaccati, infatti può attaccare praticamente tutte le porzioni vegetali e produttive della vite.


In primavera possono infettare gemme e giovani germogli. Con la produzione dei primi germogli si hanno i primi attacchi alla vegetazione vera e propria. Minore l’attacco alle foglie dove possono verificarsi macchie clorotiche che poi necrotizzano, maggiori attacchi con clima caldo-umido dove si forma una patina grigiastra. I danni più rilevanti si hanno sui grappoli; se colpiti in pre-fioritura si ha il disseccamento dei grappoli ancora immaturi e successiva caduta. I tralci vengono interessati da macchie brune che possono ricoprirsi di muffa.


Infine, gli acini vengono colpiti a maturità, poiché il fungo predilige organi ricchi d’acqua. La penetrazione è favorita da lesioni e buccia sottile. Nelle porzioni colpite si sviluppa la tipica muffa grigia che può anche ricoprire l’intero grappolo. Il patogeno può attaccare anche il peduncolo, favorendo il distaccamento precoce del grappolo.


Muffa grigia su grappolo
Figura 3. Muffa grigia su grappolo

L’attacco porta ad un peggioramento della composizione aromatica, presenza di odori sgradevoli, scolorimento, riduzione degli zuccheri.

Per quanto riguarda la lotta si propone sempre un buon controllo agronomico, come per l’oidio ad esempio:

  • riducendo le lavorazioni del terreno,

  • evitare eccessi di azoto,

  • operare la sfogliatura (potatura verde) che aiuta anche all’accumulo di sostanze funzionali all’aumento di qualità del prodotto, per arieggiare l’interno della chioma e ridurre l’umidità,

  • eliminare in inverno le porzioni dove si inocula il fungo (tralci verdi),

  • ridurre la vigorosità del portainnesto,

  • usare cultivar con grappoli spaziati tra loro.

Per quanto riguarda la lotta chimica, potranno essere utilizzati sali di rame in fase di pre-chiusura grappolo per ridurre l’inoculo presente sui grappolini formati ed attaccati. È possibile eseguire un secondo trattamento pre-raccolta per forti attacchi.

Le tecnologie hanno permesso un’evoluzione dei sistemi di monitoraggio e controllo dei patogeni.

Elaisian, grazie ai sistemi digitali di supporto alle decisioni, permette di anticipare gli attacchi fino a 10 giorni riducendo drasticamente il numero di interventi, valutando esclusivamente quelli necessari e riducendo anche i costi relativi a prodotti e manodopera.

Questo è possibile grazie all’uso di dati raccolti in campo dalle stazioni meteo, elaborati grazie ad algoritmi adattati alla botrite e calibrati periodicamente, che permettono agli agricoltori, grazie ad una WebApp con accesso privato, di avere sempre sotto controllo le fasi di sviluppo dei patogeni e poter essere avvisati nei periodi di maggior presenza del patogeno, avendo anche un supporto sulla decisione del periodo di intervento.

La WebApp di Elaisian
Figura 4. La WebApp di Elaisian

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Per avere maggiori informazioni potete contattare direttamente Elaisian alla mail: info@elaisian.com.



Bibliografia/sitografia:

www.floraviva.it

www.info.agrimag.it

www.agraria.org

http://agromap.arsia.toscana.it/


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